La mia storia (2° parte)

plantari

Col mio bel paio di plantari nuovi inutilizzabili non so più veramente che fare. Tra l’altro ogni nuovo plantare, nel periodo di adattamento, non fa altro che infiammarmi il piede in zone sempre nuove.
I plantari poi, chissà perchè, hanno sempre spessori assurdi, tanto da esser difficilmente adattabili alle normali scarpe, anche a quelle a cui ovviamente si toglie la soletta. Io dopo un po’, tra un’aggiustatina e l’altra, li ho sempre fatti abbassare il più possibile.
Il vero problema è che correggendomi (e quindi alzando) la volta plantare con un supporto, il piede tende a scivolare verso l’esterno. Non rimanendo quindi nell’alloggio creato dal plantare va a sovrapporsi al rialzo esterno dello stesso creando nuovi dolori.
Disperato trovo stranamente a pochi passi da casa, un nuovo centro che mi ispira fiducia. Mi viene spiegato il costo del plantare e degli eventuali esami che potrò decidere assieme al tecnico di fare durante il colloquio.
Mi presento alla visita e mai era stata così approfondita. Eseguo l’esame baropodometrico (e cioè l’esame del passo), mi controllano le gambe, la schiena, mi viene fatto un intero esame posturale ma nessuno mi ha mai domandato se volessi farlo o meno quindi per me era tutto compreso nel costo prospettao.
Quando vado a pagare mi ritrovo con 180 euro di esami più oltre 200 per i plantari.
Il tecnico mi propone una soletta propriocettiva. Dice che non ho il piede completamente piatto e che nel mio caso potrebbe davvero essere efficace. Aggiunge che nel caso non mi ci trovassi bene si impegna a farmi un plantare “classico” senza problemi. Io manco so di cosa stiamo parlando ma dicendomi che questa soletta avrebbe comunque uno spessore minimo, mi lascio convincere.
Quando passo per il ritiro mi presentano 2 solette all’apparenza normalissime con all’interno dei magneti e degli spessori che dovrebbero stimolare determinati punti, permettendo di correggere la postura tramite il rinforzo del tono muscolare e della tensione delle fasce e dei legamenti.
Mi pare un po’ una boiata e infatti dopo una decina di giorni torno al centro per farmi fare i plantari (usando queste solette era come non avere nulla).
Me ne realizzano quindi 2 nuovi che sono completamente differenti da qualsiasi altro tipo usato finora sia nei materiali che nella forma e correggendo molto meno la pronazione sono quelli che finora ho tollerato meglio.
Il dolore con questi un pochino va meglio ma non posso certo dire di star bene. Diciamo che si va a momenti. In più anche questi possono stare in pochissimi modelli di scarpe per il loro spessore e larghezza e diventa sempre più complesso acquistarle.
Alterno momenti in cui sto tranquillo a momenti di nervosismo per via dei fastidi che ritornano. Non avendo 90 anni e non essendo quindi intenzionato a rassegnarmi  decido (e chissà perchè non lo avevo fatto prima)  di rivolgermi al Rizzoli.

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