Il giorno dopo l’intervento

Al ritorno in camera, ancora con le gambe addormentate per l’anestesia, mi hanno messo a letto in compagnia di una flebo con antidolorifico a rilascio lento.
Durante la notte, quando inizia a svegliarsi l’arto, un po’ di dolore inizio ad avvertirlo e chiamo l’infermiera che prontamente mi inietta della morfina.
Il vero problema è il mio compagno di stanza che per tutta la notte russa fortissimo e mi impedisce di chiudere occhio.
Alla mattina, un po’ stremato anche per la notte in bianco, vengo dimesso dopo poco più di 12 ore dall’intervento. Allucinante!
Il tragitto verso casa non è dei migliori: in macchina ogni buca e ogni piccola vibrazione causano disagio ma finalmente riesco a tornare nel mio letto.
La prima notte a casa mi arriva la febbre: 38.5.
Faccio chiamare la guardia medica per tranquillità ma dice che potrebbe essere una normale reazione all’intervento e di richiamare nel caso continuasse nei giorni a venire. Infatti il giorno dopo la febbre sparisce per ricomparire con qualche lineetta verso sera per alcuni giorni.
Sicuramente, oltre all’intervento, la notte in bianco e il trambusto per il rientro non hanno aiutato.
Avere anche solo un piede immobilizzato può sembrare una sciocchezza ma i disagi per muoversi, soprattutto i primi giorni, non sono pochi.
Avevo fatto, prima dell’intervento, diverse prove di camminata con le stampelle ma non avevo fatto i conti con la debolezza post operatoria e col fatto che stando in piedi l’impressione è che tutto il sangue presente nel corpo si concentri nel piede operato tanto da non riuscire a fare che qualche passo per poi doverlo alzare nuovamente.
Un disagio, anche perchè per andare in bagno, seduto, il piede non può certo stare sollevato.
La mia vita, nei primissimi giorni, è tutta vissuta a letto. Mi alzo solo per andare in bagno, salendo velocemente su una sedia a rotelle, per poi utilizzare le stampelle solo per gli ultimi 2 metri.
Ogni mattina prendo un integratore di calcio e tutte le sere (per una settimana) un antinfiammatorio a rilascio graduale, oltre a una puntura di eparina in pancia tutti i giorni . Per fortuna a casa ho chi me le fa: tanti se la fanno da soli ma io, nonostante non sia così dolorosa, non riuscirei. Ovviamente mi prescrivono anche delle gocce (a base di oppio credo) da prendere solo in caso di forte dolore che, per fortuna, riesco a evitare il più possibile (credo di averle prese 4 o 5 volte in tutto).

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