Il cambio del gesso: parte la seconda fase

Finalmente arriva il momento del cambio gesso.
Mi reco in ospedale dove mi aprono il gesso e per alcuni minuti resto col mio piede libero di respirare, dopo oltre 40 giorni di compressione.
Mi mandano in radiologia per alcune lastre di controllo e torno in ambulatorio dove un medico (che non è quello che mi ha operato) mi toglie i punti (nonostante fossero assorbibili e quindi in parte spariti) e mi conferma (guardando le lastre) che l’osso sta iniziando a saldarsi.
Al momento dell’intervento mi era stato spiegato, molto frettolosamente, che era stato inserito un filo di ferro nel tallone e che sarebbe stato tolto al cambio del gesso.
Sinceramente al momento avevo ben altri problemi e fastidi per approfondire meglio questa cosa anche se nei giorni un po’ di pensiero mi veniva.
Questo che loro chiamavano “filo di ferro” mi è stato sfilato da sveglio, senza nessun tipo di anestesia, poco prima di fabbricarmi il secondo gesso.
Ammetto che è solo un attimo (per fortuna il medico è stato rapido) ma è pur sempre un dolore che avrei evitato volentieri. Allego radiografia per far vedere il ferro.
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Dopo aver lasciato sanguinare per qualche minuto la ferita mi hanno disinfettato e fabbricato il nuovo gesso che dovrò tenere per altri 30 giorni circa. Mi è stato detto che passata la prima settimana necessaria per far asciugare perfettamente il gesso avrei dovuto iniziare a caricare l’arto fino al 50%.
Ho chiesto al medico come valutarlo e mi ha suggerito di mettermi col piede su una bilancia e vedere quanto comprimere fino ad arrivare circa alla metà del mio peso.
Al momento, dopo circa 1 settimana in cui carico, sono arrivato circa al 25% del mio peso. Oltre fa troppo male.
La prima sera ho dovuto riprendere antidolorifici perchè probabilmente togliendo quel ferro si è andato un po’ a irritare tutto quanto.
Durante i primi giorni di carico il dolore maggiore era quello alla caviglia. Muscoli e tendini sono rimasti fermi per un mese e mezzo e probabilmente appoggiando li andavo in qualche modo a smuovere. Ora va un po’ meglio e caricando leggermente di più dei primissimi giorni il dolore va anche alla parte operata.
Ogni mattina quando mi alzo faccio 20/30 minuti di cyclette e poi qualche esercizio per il muscolo della coscia visto che in questo periodo di inutilizzo è calato.
Ammetto che rispetto a poco tempo fa mi sembra di esser rinato. Già il fatto di potermi spostare con le stampelle per casa e di non avere dolore fisso mi sembra una conquista enorme. Quando sto seduto continuo a mantenere l’arto in scarico e quindi gamba sempre alzata perchè, nonostante il movimento, le dita diventano subito scure anche se con molto meno fastidio rispetto all’inizio.
Spero vivamente di riuscire, col passare dei giorni a caricare sempre un pochino di più fino ad arrivare a quanto detto dai medici. Purtroppo al momento di più è impossibile e non è mancanza di volontà…

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